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1.2 – LA TECNOLOGIA – parte prima

I dati forniti dai produttori e quelli delle consegne indicano che dovrebbero esserci sul mercato un’ottantina di milioni di tablets. Che, spalmati sui sette miliardi che siamo, dovrebbero fare all’incirca un Ipad o simile ogni cento persone. Nella città dove abito, Capitale di uno degli otto Paesi più industrializzati del pianeta, quelli che ho visto li conto sulla punta delle dita. Questo era di fronte a casa. C’è qualcosa che non quadra… 

Il mio rapporto con la tecnologia avanzata è pessimo. Ma non ne faccio una questione pregiudiziale, no. In realtà sono un nostalgico della Guerra Fredda, dove era facile capire chi stava da che parte e solo due dettagli come l’età e la nazionalità mi impediscono oggi di aderire al Leninist Komsomol. La fine della Guerra Fredda è responsabile non solo di questa nostra confusione ideologica, ma anche della proliferazione – in nome della riconversione e a partire dall’automobile – di tutta quella cortina di gadget tecnologici assolutamente inutili. Nonostante non sentirete più nessuno utilizzare il termine vetronica le auto che guidiamo oggi hanno molti più punti in comune con il carro armato M1A2 Abrams – quello che nelle Guerre del Golfo avete visto più salire su auto per divertimento che combattere – che con le vetture di dieci anni prima. Internet, GPS, navigatori,la Playstation. Giàsono in commercio, a meno di 400 euro, degli occhiali sportivi che proiettano sulle lenti le mie prestazioni. Tutti prodotti o sistemi finiti dalla difesa soprattutto all’entertainment – dall’Helmet Mounted Display a FaceTrack – e poi al contrario, fino a far ricorrere i militari allo scaffale civile (COTS).  Comunque l’ostilità nei confronti di qualsiasi novità che potrebbe attraversare la mia vita è talmente diffusa che anche se acquisto un paio di pantaloni li lascio nell’armadio per qualche settimana prima di indossarli per la prima volta.

Comunque. Sono l’utente medio. Il primo PC nel 1996, la prima connessione due anni dopo. Tutta questa roba è arrivata troppo tardi per il mio lavoro. Andavo a fare i miei servizi conla Lettera32 e il flaconcino di scolorina, tutti i miei articoli li ho spediti via fax. Se mi chiedo se ci sia stato un vero progresso mi vedo mentre seguo terrorizzato un upload di immagini sull’ftp. Stavo molto più tranquillo quando il corriere portava un rullino di diapositive da Roma a Bologna. Anzi: sono proprio convinto che l’accoppiata fax/corriere sia stata una macchina perfetta, come la bicicletta.

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